Dogwarts

Perché Dogwarts?

Mi chiamo Stefania e, come spesso mi dicono, sono la folle ideatrice del progetto Dogwarts. Dopo aver intrapreso un percorso per diventare coadiutore del cane, è nata l’idea di creare una sorta di mini “fattoria” dove poter lavorare con i bambini e ragazzi. Tutto inizia riflettendo sulla difficoltà obiettiva che abbiamo oggi a relazionarci con gli animali. Vuoi per l’era della tecnologia, vuoi per la velocità alla quale si muovono le cose oggi, vuoi perché la campagna e gli animali è roba da… vecchietti. Fatto sta che i nostri ragazzi sono sempre meno a contatto con gli animali. E allora ho voluto creare un posto dove poterli osservare, accarezzare, e perché no, interagirci. Ma l’idea che avevo era di un posto dove gli animali non fossero “sfruttati”, dove gli animali potevano trovare il loro paradiso e noi poter approfittare della loro semi-libertà per poterli osservare, imparare a conoscerli e imparare a non averne paura. E così nasce Dogwarts, la scuola dei cani, e la casa di tanti animali….Ma quali animali potevo mettere? Beh, qui devo dire che un mio vecchio sogno da bambina è tornato all’arrembaggio. Un cavallo! Chi non ha sognato di possedere un cavallo. NO? Mai??? Beh, io si. Ma non volevo un cavallo grande, desideravo un cavallo piccolo. E cercandolo, mi sono imbattuta in una razza che non conoscevo: l’American Miniature Horse. E’ un cavallo a tutti gli effetti, soprattutto a livello caratteriale, ma piccolo,  della dimensione di un pony, per intenderci. Ed ecco che arriva il primo abitante di Dogwarts, Prince. Un esemplare di Mini di 3 anni. Poi arrivano i conigli, Piera e Oreste una coppia adottata da un’associazione, e poi Tamburino, Bunny e Tippete….Le galline, l’anatra muta….. ma non finisce qui…. Dogwarts continua a crescere e c’è spazio per tutti! Ma le idee si susseguivano e mi mancava sempre qualcosa… mi mancavano delle persone con lequali poter sviluppare e far crescere il mio “paradiso degli animali”. E cosi ho chiesto a Elena e Sara se avevano voglia di buttarsi in questa avventura. Entrambe mi hanno detto di si. E fu così che iniziammo a fare sul serio.